Questa foto mi commuove, mi diverte, mi fa riflettere.
"...Vuole prendere!" esclama forte il mio Nicola di tre anni e mezzo, parlando di sé in terza persona, al vedere le mongolfiere intorno a casa. Erano grandi ma lontane, quelle mongolfiere, eppure lui in cuor suo sperava di poterle prendere. Sta qui la meraviglia dei bambini, quella che purtroppo noi perdiamo presto, dimenticando di sorprenderci per ciò che ci circonda.
La sorpresa è considerata dallo psicologo americano Ekman una delle 6 emozioni principali (denominate principali perché identiche in tutte le culture), eppure raramente noi la citiamo tra le emozioni possibili, per quanto la pubblicità e il marketing dai quali siamo bombardati quotidianamente giochino molto sull'effetto sorpresa.
Per fortuna c'è ancora qualcuno che si sorprende anche tra noi adulti, e c'è stato anche in passato: fu la sorpresa di Galileo al cannocchiale che mandò in crisi la teoria tolemaide. Lo storico della scienza Kuhn sosteneva infatti che molte importanti scoperte nascono "dalla presa di coscienza di un'anomalìa".
Nel nostro piccolo, se proprio non riusciamo ad inventare qualcosa di rilevante per l'umanità, possiamo se non altro recuperare la "serendipità" (ne è stato fatto anche un film di successo e diversi testi) ovvero, per il vocabolario Treccani, "la capacità o fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte (...) mentre si sta cercando altro".
Banalizzo: stamattina ho scelto di portare a termine una commissione a Cesena ma portavo con me un po' di amarezza perché questo mi impediva di realizzarne un'altra a Meldola. Beh, a Cesena ho parcheggiato davanti alla sede territoriale dello stesso servizio che avrei dovuto visitare a Meldola, così sono riuscita a incastrare anche quella commissione! L'attimo di sorpresa ha lasciato presto spazio ad un buon grado di soddisfazione. Perché la sorpresa è l'emozione più veloce, lascia quasi immediatamente il campo all'analisi e ad altre emozioni più durature, come la felicità.
A ben pensarci, ogni emozione nasce dalla sorpresa, perché l'emozione nasce quando ci accorgiamo che qualcosa è cambiato. Non facciamo caso ai rumori di casa che ci accompagnano ogni giorno ma ci accorgiamo subito quando il frigorifero si è rotto perché non fa più "il solito rumore". Quella che ci sorprende è quindi quasi sempre una differenza rispetto alla routine.
L'attenzione alle novità ha anche un'origine biologica perché ha permesso la sopravvivenza della specie, quando ogni sorpresa poteva rivelarsi un'opportunità (preda) o una minaccia (predatore). E questo retaggio biologico rimane nella nostra mimica facciale: quando ci sorprendiamo infatti spesso stiamo "a bocca aperta" (per respirare meglio e poter eventualmente fuggire ben ossigenati) e alziamo le sopracciglia e spalanchiamo gli occhi (per poterci vedere meglio).
La sorpresa si sperimenta fin da piccolissimi: già a 3 settimane è stato dimostrato che i bambini reagiscono alle novità perché, se li si abitua a vedere una determinata serie di figure geometriche ma a un certo punto se ne inserisce una nuova, il loro cuore batte più velocemente.
E per fortuna spesso ci ritroviamo a sorprenderci di quanto e cosa si sorprendano i bambini, sperimentando almeno empaticamente questa preziosa emozione...Alzi la mano chi non ha mai fotografato un momento del proprio bambino in cui era la sorpresa a farla da padrone??!!
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martedì 29 maggio 2018
sabato 30 novembre 2013
Concorsi di bellezza per bambini..."Voglio fare la superstar!" (avete visto il video delle Iene???)
In tanti, come me, avrete visto il video della trasmissione "Le iene" del 20 novembre sulle baby-miss americane, pilotate in ogni modo dalle loro mamme per agguantarsi coppa e, soprattutto, premio in denaro.
Premetto che non ho nulla contro i concorsi, anzi fino a qualche tempo fa ero una di quelle che sognava di andare a "Sanremo" (e forse lo sogna ancora) e anche una di quelle che seguiva "Miss Italia" dall'inizio alla fine: le trasmissioni nazional-popolari non mi dispiacciono affatto, anzi, a mio parere danno uno spaccato della società, per quanto discutibile.
Non mi oppongo a priori nemmeno ai concorsi per bambini ma...intendo solo un certo tipo di concorsi. Mi spiego meglio: probabilmente non mi dispiacerebbe se mio figlio partecipasse allo "Zecchino d'oro", anche se dovrei stare attenta a non instillare in lui il mio desiderio irrealizzato di "fare la cantante".
Trovo che quella dello Zecchino d'oro sia ancora una trasmissione dove i bambini fanno la parte dei bambini senza essere strumentalizzati, per quanto alcuni di loro si atteggino un po' troppo a cantanti, ultimamente.
Trovo già meno "a misura di bambino" i concorsi canori dedicati a chi è più grandicello ("Ti lascio una canzone", "Io canto"...).
Sui concorsi di bellezza che mostra il video delle "Iene", però, c'è ben altro da aggiungere.
Ci sono madri agguerrite che propongono bibite gassate, zucchero a volontà, ore e ore di attesa, alle loro bimbe pesantemente travestite da star e solo apparentemente divertite.
C'è la miseria e l'ignoranza degli adulti che ruba ai bambini l'ingenuità e il gusto sano del divertimento.
C'è una stortura che la società non può fare finta di non vedere.
Come non si può vendere alcolici a chi ha meno di 14 anni
(accadrà davvero così?)
non si dovrebbe nemmeno permettere a bimbi troppo piccoli di partecipare a concorsi di bellezza.
Che cosa viene giudicato bello, poi?
L'atteggiamento sexy di una bimba truccata da donna?
La bellezza è un concetto troppo elevato per essere ridotto a una manciata di frappe.
Diceva Platone: "Il bello è lo splendore del vero".
Sono tutti belli, allora, i bambini...Quando si permette loro di essere bambini, però.
Premetto che non ho nulla contro i concorsi, anzi fino a qualche tempo fa ero una di quelle che sognava di andare a "Sanremo" (e forse lo sogna ancora) e anche una di quelle che seguiva "Miss Italia" dall'inizio alla fine: le trasmissioni nazional-popolari non mi dispiacciono affatto, anzi, a mio parere danno uno spaccato della società, per quanto discutibile.
Non mi oppongo a priori nemmeno ai concorsi per bambini ma...intendo solo un certo tipo di concorsi. Mi spiego meglio: probabilmente non mi dispiacerebbe se mio figlio partecipasse allo "Zecchino d'oro", anche se dovrei stare attenta a non instillare in lui il mio desiderio irrealizzato di "fare la cantante".
Trovo che quella dello Zecchino d'oro sia ancora una trasmissione dove i bambini fanno la parte dei bambini senza essere strumentalizzati, per quanto alcuni di loro si atteggino un po' troppo a cantanti, ultimamente.
Trovo già meno "a misura di bambino" i concorsi canori dedicati a chi è più grandicello ("Ti lascio una canzone", "Io canto"...).
Sui concorsi di bellezza che mostra il video delle "Iene", però, c'è ben altro da aggiungere.
Ci sono madri agguerrite che propongono bibite gassate, zucchero a volontà, ore e ore di attesa, alle loro bimbe pesantemente travestite da star e solo apparentemente divertite.
C'è la miseria e l'ignoranza degli adulti che ruba ai bambini l'ingenuità e il gusto sano del divertimento.
C'è una stortura che la società non può fare finta di non vedere.
Come non si può vendere alcolici a chi ha meno di 14 anni
(accadrà davvero così?)
non si dovrebbe nemmeno permettere a bimbi troppo piccoli di partecipare a concorsi di bellezza.
Che cosa viene giudicato bello, poi?
L'atteggiamento sexy di una bimba truccata da donna?
La bellezza è un concetto troppo elevato per essere ridotto a una manciata di frappe.
Diceva Platone: "Il bello è lo splendore del vero".
Sono tutti belli, allora, i bambini...Quando si permette loro di essere bambini, però.
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