Non pare essere della nostra società, il tempo dell'attesa.
Ma è vivendo quel tempo che si impara, si cresce, si matura.
Una grande esperienza di attesa è quella del parto, l'attesa di una nuova vita.
"Attesa e inaspettata arriva la seconda vita (...) non sei mai preparato abbastanza (...)
chi viene alla luce illumina" recita così una toccante canzone di Niccolò Fabi.
L'attesa crea dentro di noi degli spazi rari, nuovi...
Spazi di pensiero, silenzio, paure, speranze.
Nove mesi di gravidanza sembrano un'eternità
ma poi, quando si esauriscono, sembra siano stati insufficienti:
"Non sei preparato mai abbastanza ma sei pronto da sempre" dice, ancora, la stessa canzone.
L'attesa del grande amore è condita da un senso infinito
che poi nel correre quotidiano finisce per perdersi,
se non lo ravviviamo come la fiamma di un camino.
L'attesa di un lavoro è sudore, fatica, delusione, sogno...
Mentre quando il lavoro lo si trova spesso non resta che la routine.
L'attesa dell'esito di una cura è angoscia, preghiera, anelito alla salute.
E mette alla prova i sentimenti più saldi e le certezze più granitiche.
L'attesa della mamma all'asilo è per un bimbo la fiducia nella propria àncora
e la conferma di tutto il buono che si è vissuto senza di lei.
L'attesa di Babbo Natale è il tempo per dimostrare di essere buoni e meritare i regali.
E scrivere la letterina è più emozionante che scartare i doni.
L'attesa della nascita di Gesù Bambino, per chi ci crede,
è il rivivere un Miracolo che sa ancora di presente.
Io credo che recuperare il tempo dell'attesa
sia la chiave per assaporare con più gusto, oggi, tutto ciò che verrà domani.
E perché non iniziare dal gioco dell'Avvento, preparandolo per i nostri bambini,
o per i nostri mariti, i nostri amici, i nostri cari?
Il mese di dicembre che è alle porte ci offre l'opportunità del tempo dell'attesa...
Da portare avanti poi tutto l'anno.
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lunedì 17 novembre 2014
sabato 30 marzo 2013
Far festa coi bimbi...senza troppi regali!
Vivere la festa in compagnia dei bambini
è una delle emozioni più grandi che si possano sperimentare...
Forse ogni giorno è un po' una festa, per mamma e papà,
ma quando arrivano Pasqua e Natale attraverso i loro occhi è tutto più magico,
non solo per i genitori, ma anche per tutti i cari del contesto familiare.
Come riuscire però a non farsi troppo "prendere la mano",
come riuscire a vivere la festa senza troppi regali e regalini?!
Non è facile.
Per i bimbi è una tale gioia scartare un pacchetto
che per la mamma e il babbo è una gioia quasi maggiore prepararlo.
Nel pacchetto, però, ci si può mettere di tutto.
Soprattutto quando il bimbo è ancora piccolo.
Se nel pacchetto il bimbo troverà un cucchiaio di legno e una pentolina d'acciaio
può essere che sarà più felice che se avesse trovato un gioco all'ultimo grido!
E se il bimbo è più grande?
Ben venga la lista dei desideri, ma solo uno potrà essere esaudito.
Ben venga l'uovo di Pasqua, ma che sia uno soltanto, "l'uovo di famiglia",
da aprire proprio in famiglia, tutti insieme, perché tutti insieme lo si è regalato.
Che fine fanno tante uova per un unico bimbo?
Il più delle volte finiscono nei "dolci da riciclo",
altre volte il bimbo se le mangia, ma non ne trae grande beneficio!
Più che l'uovo piace la sorpresa, allora magari inventiamoci un gioco,
prima che arrivi la Pasqua, dicendo che l'uovo arriverà, sarà uno e grande,
ma - nell'attesa - si avrà una piccola sorpresa ogni giorno, se ci si impegnerà per qualcosa.
Al bambino piace di più ricevere qualcosa di conquistato, che qualcosa di scontato.
E le piccole sorprese richiedono creatività da parte di mamma e papà,
mentre le uova al supermercato richiedono soltanto di aprire il portafoglio.
Insomma, un po' di fantasia aiuta sempre, nella vita.
Anche durante le feste. Anche per i bimbi più esigenti.
Perché il regalo sia soprattutto un regalo d'amore.
è una delle emozioni più grandi che si possano sperimentare...
Forse ogni giorno è un po' una festa, per mamma e papà,
ma quando arrivano Pasqua e Natale attraverso i loro occhi è tutto più magico,
non solo per i genitori, ma anche per tutti i cari del contesto familiare.
Come riuscire però a non farsi troppo "prendere la mano",
come riuscire a vivere la festa senza troppi regali e regalini?!
Non è facile.
Per i bimbi è una tale gioia scartare un pacchetto
che per la mamma e il babbo è una gioia quasi maggiore prepararlo.
Nel pacchetto, però, ci si può mettere di tutto.
Soprattutto quando il bimbo è ancora piccolo.
Se nel pacchetto il bimbo troverà un cucchiaio di legno e una pentolina d'acciaio
può essere che sarà più felice che se avesse trovato un gioco all'ultimo grido!
E se il bimbo è più grande?
Ben venga la lista dei desideri, ma solo uno potrà essere esaudito.
Ben venga l'uovo di Pasqua, ma che sia uno soltanto, "l'uovo di famiglia",
da aprire proprio in famiglia, tutti insieme, perché tutti insieme lo si è regalato.
Che fine fanno tante uova per un unico bimbo?
Il più delle volte finiscono nei "dolci da riciclo",
altre volte il bimbo se le mangia, ma non ne trae grande beneficio!
Più che l'uovo piace la sorpresa, allora magari inventiamoci un gioco,
prima che arrivi la Pasqua, dicendo che l'uovo arriverà, sarà uno e grande,
ma - nell'attesa - si avrà una piccola sorpresa ogni giorno, se ci si impegnerà per qualcosa.
Al bambino piace di più ricevere qualcosa di conquistato, che qualcosa di scontato.
E le piccole sorprese richiedono creatività da parte di mamma e papà,
mentre le uova al supermercato richiedono soltanto di aprire il portafoglio.
Insomma, un po' di fantasia aiuta sempre, nella vita.
Anche durante le feste. Anche per i bimbi più esigenti.
Perché il regalo sia soprattutto un regalo d'amore.
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