giovedì 3 maggio 2018

Per la festa della mamma...Vinci un libro o una filastrocca!

Finito un Concorso, se ne fa un altro...!

Per la festa della mamma di domenica 13 maggio in palio per le mamme di Rimini o Fratta Terme il libro "Mamma Elefante racconta..." (testi di Clementina Coppini, illustrazioni di Matt Wolf, Ed. Dami).



Si tratta di una raccolta di racconti che si possono utilizzare per la buonanotte (come suggerisce l'editore) o anche per affrontare con i bambini o ragazzi alcuni temi importanti: il racconto "Non è colpa di Kiki" tratta scene di vita quotidiana, quando noi mamme per stanchezza tendiamo a incolpare i figli anche quando non hanno nessuna colpa, "Raffa la giraffa vanitosa" tratta il tema della vanità e dell'affetto, "I denti di Pinno" tratta il tema dei pregiudizi e dell'amicizia, "Dun Dun e la mappa" è un racconto d'avventura, "Rino e Ronte" approfondisce il tema di litigi e accordo tra fratelli, "Uno spazzolino per Giampi" viene in soccorso di chi fatica a lavarsi i denti e, in chiusura, "La ninna nanna di Mamma Elefante" racconta della luna che ci fa compagnia anche quando non si vede. 
Le illustrazioni, realistiche e accattivanti, accostano colori tenui a tonalità forti, incorniciando le storie con intensità.

Per tutte le altre mamme (non domiciliate a Rimini o Fratta Terme) ci sarà in palio una filastrocca personalizzata, che scriverò io stessa ispirandomi alla storia di maternità di chi la riceverà. 

Partecipare è molto semplice:
è sufficiente mettere "Mi piace" alla pagina Facebook "Il cerchio delle mamme"
(se lo avete già messo siete a tutti gli effetti già concorrenti!)
Se desiderate avere non una ma due possibilità di essere estratti,
condividete il post (sempre su Facebook!)

Affrettatevi...Il sorteggio è previsto per giovedì 10 maggio! 


lunedì 23 aprile 2018

Giornata mondiale del libro...Partecipa al Concorso del blog e vinci due libri, per genitori e bambini!

Il 23 aprile, giorno di San Giorgio, si celebra in più di 100 paesi la "Giornata mondiale del libro", nata nel 1926 in Catalogna dove San Giorgio è il Patrono. Per l'occasione, dal 2001 l'Unesco nomina ogni anno una Capitale mondiale del libro: nel 2006 fu Torino, quest'anno Atene.

Il mio blog vorrebbe onorare questa preziosa festa lanciando un Concorso:
tra tutti coloro che assegneranno (o hanno già assegnato!) "Mi piace" alla pagina Facebook "Il cerchio delle mamme" verranno sorteggiati due fortunati che potranno ritirare (a Rimini o a Fratta Terme di Bertinoro), un libro tutto da gustare insieme ai propri bambini.

Ho scelto per questo Concorso due libri che mi stanno particolarmente a cuore, perché rappresentano le mie due anime di musicista/ musicoterapeuta e psicologa:
- Libro-pianoforte per i piccini (Edizioni Usborne)
- E' ora del lettino! di Alberto Pellai e Barbara Tamborini (DeAgostini).



Il libro della Usborne offre ai bimbi piccoli, direi anche piccolissimi, la possibilità di sperimentare il suono del pianoforte, rappresentando i tasti e gli "spartiti" con pallini colorati che orientano le dita inesperte. E' possibile anche visionare i video delle musiche del libro su un link dedicato: peccato solo che nei video i tasti vengano suonati sempre e solo da un singolo dito; mi permetto di raccomandare (soprattutto ai bimbi più grandicelli) di provare a suonare (gradualmente) a mano aperta, sfruttando il più possibile tutte le dita, anche se apparirà inizialmente più difficile.
Le musiche sono godibilissime: dalle più classiche "Il mattino", "Ode alla gioia", "Au clair de la lune", passando per due filastrocche inglesi, arrivando a "Nella vecchia fattoria", "Twinkle, twinkle, little star", "Three blind mice" e, infine, alla famosissima "Fra' Martino". Un libro per avvicinare al suono di uno strumento affascinante e all'ascolto di musiche intramontabili.

Il libro del medico e psicoterapeuta Alberto Pellai e della psicopedagogista Barbara Tamborini, stimati professionisti oltre che esperti genitori di 4 figli, fa parte della collana "Piccole grandi sfide" dove a una storia illustrata per i bambini viene accostata una guida per i genitori, per accompagnarli lungo il percorso dell'autonomia, della crescita, dell'infanzia.
Nel libro "E' ora del lettino!" la storia illustrata vede un bimbo alle prese con la ricerca di una propria nuova tana per dormire: si accorge che le tane degli animali sono tutte occupate o poco adatte a sé e scopre un lettino "dolce, caldo e morbido, c'è anche una lucina, che puoi tenere accesa dalla sera alla mattina". Per i genitori alle prese con il passaggio dal lettone al lettino c'è poi una sezione ricca di consigli pratici e densi di significato psico-pedagogico. Non un fiume di parole bensì poche frasi chiare e dirette, ricche di quell'umanità che ho potuto recentemente sperimentare ascoltando dal vivo il dott. Pellai, che mai dispensa la teoria disgiunta dalla pratica e che è vicino con sincera empatia ai genitori, agli educatori, a chiunque - per vari motivi - si trovi ad intercettare i piccoli-grandi uomini e donne lungo il proprio cammino.

Se la descrizione di questi libri vi ha incuriosito, e avete voglia di seguire questo blog, mettete "Mi piace" alla pagina Facebook e confidate nella fortuna! Il sorteggio avverrà in un altro giorno di festa: il primo maggio!

martedì 17 aprile 2018

Le nuove tecnologie fanno bene ai bimbi piccoli? Il 19 aprile a Rimini un interessante incontro per capirne di più.

Il titolo di questo post è alquanto banale e la questione è mal posta ma parto da un mio impellente vissuto attuale di mamma: a fine marzo il mio piccolo di poco più di 3 anni, durante un'avvilente settimana di virus intestinale, ha usufruito un po' più del solito dell'iPad che vede usare in casa dal fratello maggiore. Si tratta del cosiddetto "vantaggio secondario della malattia": stava così male che io, mamma, ho allentato un po' le briglie rispetto alla durata del divertimento con il suo videogioco preferito, anzi l'unico, a dire il vero, perché altri non ne conosce. Pareva l'unico modo per farlo sorridere e distrarre, quello. Non è stata una differenza abissale rispetto al solito ma a quanto pare è stata una differenza per lui molto significativa.

Morale della favola: quando è tornato in forma ha iniziato a chiedere l'iPad ancora di più, molto molto spesso: quando si svegliava dal riposino, quando lo andavo a prendere dall'asilo, prima di andare a letto...
Quel videogioco è diventato il suo primo e ultimo pensiero della giornata.
Il "no" della mamma motivo di scenate di rabbia mai viste prima.
Quel gatto rapidissimo dello schermo ha catturato la sua attenzione più di qualunque altra cosa, tanto da fargli simulare "la giocata" anche con altri oggetti ("scrollando" un piatto, ad esempio) o tanto da fargli ripetere certe frasi eccitate di sfida, durante momenti che nulla avevano a che fare con quel gioco.

Mi è apparso evidente che non tanto la nuova tecnologia in sé e per sé quanto che cosa della nuova tecnologia si utilizza e come lo si fa hanno un peso enorme sullo sviluppo (cognitivo, emotivo, sociale...) della fascia 0-6 anni. Perché non si tratta soltanto del potere della novità che crea dipendenza (come la crea la cioccolata); si tratta di un linguaggio che ha una velocità il più delle volte esagerata per un bambino piccolo che ha invece bisogno della lentezza di zavalloniana memoria e della possibilità non solo di vedere ma anche e soprattutto di immaginare. Ci ha fatto riflettere su questo e tanto altro il neuroscienziato Alberto Oliverio, a Rimini, il 21 febbraio scorso, durante una serata dal titolo "Cervello e nuove tecnologie: cosa succede nella fascia 0-6 anni".  Il Prof. Oliverio è autore di un testo che indaga la neuropedagogia dall'infanzia alla vecchiaia, un testo dal titolo eloquente: "Il cervello che impara"

E ci porterà le sue "riflessioni psicopedagogiche sull'infanzia virtuale" un esperto molto attivo sul tema, il medico e psicoterapeuta Alberto Pellai, giovedì 19 aprile a partire dalle ore 16, presso la Sala del Giudizio del Museo della Città di Rimini, in via Tonini. L'ingresso è libero.
Abbiamo organizzato l'incontro come Gruppo di Coordinamento Pedagogico Territoriale, insieme al Comune di Rimini: il tema è attuale anche rispetto ai servizi educativi per la prima infanzia, dove ancora i bambini sperimentano poco o per nulla le nuove tecnologie ma già da tempo serpeggia - in famiglie e operatori - la domanda sui pro e i contro, una domanda che esige un approfondimento attento, competente, maturo.

E spero come mamma di trovare una risposta per il mio 3enne in crisi da astinenza: per il momento alla domanda dell'iPad rispondo la verità, che "ci abbiamo giocato troppo e ci ha fatto venire male agli occhi e l'agitazione". Lui prova a dire "Poco poco, non troppo" ma, per il momento, resistiamo. Riprenderemo a fare esperienza di iPad quando avremo entrambi le idee più chiare sul tema.

giovedì 8 marzo 2018

A Francesca, Vittoria, Antonietta...E tutte le donne

Cara Francesca Fioretti, cara piccola Vittoria Astori, cara Antonietta Gargiulo,
care tutte voi donne che come me vivete in questo mondo,
in questi giorni siamo sgomente: siamo piene di dolore, morte, violenza.

Pare che la vita sfugga di mano, è evidente nel dramma
che la nostra convinzione di poter controllare tutto è solo un'illusione.
Ci sentiamo disarmate, impaurite, perse.



Forse solo attaccandoci alla vita possiamo in qualche modo reagire.
"Non sono mai stato tanto attaccato alla vita" diceva il poeta Giuseppe Ungaretti,
 nella poesia "Veglia" che raccontava un'allucinante esperienza di guerra.

Auguro a te, Francesca, che sento così vicina da mamma a mamma,
di trovare nell'attaccamento a tua figlia e, attraverso di lei, al compagno che con te l'ha generata,
il più grande motivo per riempire quell'immenso vuoto, senza negarlo,
provando a conviverci, pur con una fatica che non posso immaginare.

Auguro a te, piccola Vittoria, di trovare nell'attaccamento alla tua mamma
e a tutta la famiglia che hai intorno e alle figure buone che sul tuo percorso incontrerai,
il sorriso vero, quello che dà la forza e che trasmette
quel bene che tuo padre Davide sapeva regalare. 

Auguro a te, Antonietta, di trovare nell'attaccamento alla fede
una possibilità per andare avanti e vivere, avendo perso tanto
ma sperando un giorno di potere ritrovare le tue bambine senza l'angoscia del terrore.

Auguro a tutte noi donne, chiamate oggi o domani alla vita,
sotto il segno della gioia o della fatica,
di farci portatrici di quel coraggio e quello stupore
che serve a catturare del giorno e della notte la bellezza.

Perché è bellezza, la vita.
E ringrazio la donna più importante della mia vita,
la mia mamma Giovanna, che mi ha insegnato a gustarla, questa bellezza, sempre.

Come in questo prato di campagna,
dove le margherite trovano il coraggio di aprirsi al sole,
sull'erba affaticata, rimasta a lungo sotto la neve.


giovedì 1 marzo 2018

Filastrocca sulla neve

Come sei limpida, neve: 
non sei acqua ma ti si beve.  



Io ti guardo dalla finestra:  
i tuoi fiocchi, come una giostra, 
mi fan quasi girar la testa
e il mio cuore è tutto in festa. 

I grandi dicono che non stai bene in città 
ma per noi bambini sei una gioia, si sa. 
E piano piano li convinciamo 
a far pallate o a scuotere un ramo 
per sentirti addosso tra le nostre risate 
e ricordarci di addolcir le giornate. 

Come sei magica, neve: 
cadi ma cadi lieve. 

giovedì 8 febbraio 2018

Sogno un Carnevale



Sogno un Carnevale
dove uno scherzo, se è bullo, non vale.



Dove dietro alle maschere si nascondono sorrisi
e sono puliti i visi.

Dove volano i coriandoli e le stelle
e a colori non fa paura la pelle.

Sogno un Carnevale
un Carnevale da sogno.

giovedì 25 gennaio 2018

La prima pagella...non si scorda mai!


Per il mio Giorgio di 6 anni, a metà febbraio arriverà il momento della prima pagella
Questo momento arriverà anche per noi genitori, che un pizzico di emozione non possiamo negarla. 



Parto dalla convinzione che la pagella serve: segna un punto fermo e dà l’occasione per parlare in famiglia della scuola, non solo in termini di rendimento ma anche e soprattutto in termini di impegno.
Sono però anche preoccupata rispetto al rischio che sta dietro ai voti numerici, perché dietro ai voti si cela un mondo, che purtroppo però i voti riescono solo parzialmente a raccontare: qual è il metodo di studio e apprendimento del proprio figlio? Qual è l’impegno messo in campo? Quale modalità di socializzazione la fa da padrona? Quale maturità è stata raggiunta?


Il voto non proprio brillante delude a volte le aspettative degli adulti e, anche quando non lo dà a vedere, è motivo di frustrazione per il bambino. Può essere la spia di un qualche disagio che quindi va interpretato a fondo, al di là dei numeri. Un calo può essere anche fisiologico: per i bambini la scuola è un lavoro faticoso da un punto di vista fisico-mentale, specie considerando il “grande salto” tra la scuola dell’infanzia (più giocosa e motoria) e la scuola primaria (più seriosa e sedentaria). A volte si riesce a migliorare intervenendo sul metodo di studio oppure sulle modalità di relazione intrecciate a scuola e in famiglia, con i propri pari (compagni, fratelli) o con gli adulti (insegnanti, genitori e parenti). Fondamentale è mantenere sempre una buona alleanza tra scuola e famiglia e non screditare mai agli occhi dei figli gli insegnanti: questo va a distruggere quell’“alleanza educativa” che è alla base di ogni buon processo di crescita ed istruzione.


Anche il voto molto brillante va gestito nel migliore dei modi: merita gratificazione l’impegno ma può essere controproducente ripetere al figlio che è stato “bravissimo” o ricoprirlo di premi o regali. Un bel voto rappresenta un passo, non l’intero viaggio.


La differenza fondamentale tra il voto e il giudizio è che mentre il primo è facilmente oggetto di confronti il secondo, essendo più descrittivo, sfugge ai paragoni. Sta allora agli adulti di riferimento, insegnanti e famiglie insieme, supportare i bambini perché si evitino il più possibile – in classe e a casa - l’individuazione del “più bravo”, del “più scarso”, o comunque la pressione data da una competizione malata. Perché c’è anche un senso di competizione più sano al quale però ci si allena crescendo, affacciandosi alle scuole superiori e/o universitarie prima, e al mondo del lavoro poi.


Un poco di spazio per il giudizio a dire il vero c’è, nella scuola primaria: è lasciato soprattutto alla valutazione sul comportamento e, per chi lo segue, sull’insegnamento di religione, o a integrazioni del voto con lettere e descrittori. E, ancora di più, a tutto quello che gli insegnanti potranno aggiungere durante il momento della consegna della pagella, che è bene mantenere sempre, al di là della comoda possibilità di consultare la pagella tramite il registro elettronico.



Che il voto sia brillante o meno, va dimostrato ai figli quotidianamente che il nostro amore è “a prescindere” dai numeri e dai risultati, che quello che ci interessa è “il massimo impegno possibile” e la possibilità di confidare in famiglia le eventuali difficoltà.