sabato 8 febbraio 2014

Parchi giochi a Rimini...e in giro per il mondo!


Della mia amata Rimini si parla più per gli adolescenti in cerca di divertimento che per i bimbi in cerca di giochi. Ce ne sono tanti, però, di spazi a misura di bambino.

Io voglio parlarvi di una zona rinnovata e valorizzata recentemente ma meno nota ai più: la nuova Darsena.

A me e al mio bimbo piace molto il “parco Briolini”:  vicinissimo alla spiaggia, si trova nel quartiere di San Giuliano Mare, da via Brandolino a Via Ortigara, nella parte interna della via Sinistra del porto (meno nota della parte destra in piena Marina Centro).



Questo parco offre un’affascinante “barca dei pirati” con tanto di timone (peccato solo per un piccolo aggeggio arrugginito da eliminare al più presto!), scivoli e reti nella barca di Peter Pan, animaletti da cavalcare e, poco oltre, una deliziosa casetta con panchine all’interno, ideale per i più piccoli. Subito fuori, per i più grandicelli, due altalene.
 

 

Poco oltre, in via Vincenzo Muccioli (attenzione: è una via nuova, che ancora molti navigatori non conoscono...Considerate che è una traversa di via Farnese), trovate una piccola area-giochi costruita di recente. 

Un’arrampicata a rete con annessa pertica, un dondolino (così lo chiamo io!), uno scivolo con pertica per la discesa “alternativa”, barre di metallo a varie altezze e due cavallini per i più piccoli. Unico neo i tanti sassolini al centro dell’area giochi, una tentazione grande per i più piccoli (da mangiare) e per i più grandi (da lanciare o sparpagliare!)
 
 

Pochi giochi ma tutti da godere, in un’atmosfera tranquilla e riservata: la strada è vicinissima ma è poco trafficata e tutt’intorno c’è tanto spazio per lunghe passeggiate a traffico chiuso, in Darsena, al piano terra per vedere da vicino le barche o al piano di sopra (si accede anche con ascensore!) per godere meglio della piacevole brezza di mare. Insomma, io vi consiglio di non dimenticare di visitare la Darsena  se capitate a Rimini e i bimbi vi chiedono di giocare all’aperto!
D’estate, poi, la spiaggia di questo versante è davvero la più attrezzata, per i bimbi. E la bassa marea è pressoché costante, per avvicinare i bimbi alla scoperta del mare senza paure. 
E se per le vostre vacanze volete conoscere altri parchi giochi, non solo a Rimini, visitate l'utilissimo blog della mia "omonima" Mary, playgroundaroundthecorner, dove trovate anche la mia descrizione dei parchi della zona Darsena!


sabato 4 gennaio 2014

Come raccontare la morte ai bambini...?

Lo so, siamo ancora in periodo di festa e si chiacchiera di ben altro, in giro.

Quest'anno però le mie feste sono state molto tristi e mi sono trovata
a dover "raccontare" la morte del nonno a mio figlio di 2 anni.

Cosa dire? Come dirlo? Quando dirlo?
Mille domande, mille dubbi. Da gestire insieme al dolore.

Ho detto la verità, il giorno stesso.
Ho cercato però di dirla con un linguaggio vicino a quello del mio bimbo
che ancora solo in parte verbalizza a modo nostro
pur comprendendo quasi tutti i nostri discorsi.

Gli ho raccontato che il nonno è salito su una stella.
Avrei potuto dire "in cielo" o "su una nuvola"
ma ho scelto la stella perché il mio bimbo adora le stelle:
con entusiasmo le indica nei libri e le segnala tra le luci del Natale.

Fin qui tutto facile, o quasi.
Difficile è stato dirgli che il nonno non tornerà più, non lo vedremo più.
Perché dire la verità significa anche raccontare l'assenza dell'adorato nonno.

Difficile è sentire mio figlio chiamare "nonno" più forte di prima
perché per farsi sentire fin Lassù, penserà lui, bisogna chiamare più forte.
Difficile è notare che si ricorda che quelle sono le sue pantofole,
quello è il suo bicchiere, e che gli manca il suo orologio che faceva "di-din".

Allora l'orologio del nonno gli è stato regalato da Babbo Natale
che è passato dalla stella e gliel'ha portato giù. Ogni tanto lo prendiamo
tra le mani e ascoltiamo il suono del cronometro più volte.
Questo "oggetto transizionale" è un buon compromesso tra la presenza e l'assenza, credo.

Non l'ho portato con me né alla camera ardente né al funerale, il mio bimbo.
Mi hanno consigliato che sarebbe stato troppo presto perché ancora a 2 anni
non sarebbe stato in grado di verbalizzare tutte le domande
e si sarebbe potuto spaventare molto vedendo tante persone piangere.

Il "perché" della morte del nonno, però,
ho cercato di spiegarglielo anche se non me l'ha chiesto.
Gli ho raccontato che il nonno se n'è andato per una "bua grande",
di quelle che, in ospedale, cercano di curare ma non riescono ad aggiustare.

Comunque da Lassù ci vedrà sempre, anche se noi non lo vedremo più.
E quello che racconto al mio bimbo lo vorrei tanto credere anch'io, per Fede e per consolazione.

E parlarne con lui aiuta anche me.
E tendo a nascondermi se mi viene da piangere ma so che non serve
perché il mio bimbo sente che sono triste anche quando sorrido.
Non è tanto il vedermi piangere che gli può creare disagio,
piuttosto è sbagliato confondere le emozioni ai suoi occhi. 

Nonostante tutto mi sembra molto allegro e sereno, il mio bimbo,
per quanto viva l'età dei capricci (i "terribili due"!)
e sul fasciatoio di capricci ne faccia a volontà,
mettendo a durissima prova la mia pazienza.

Una mattina gliel'ho confessato:
"Sai, la mamma è triste..."
e lui mi è venuto vicino e mi ha fatto qualche carezza sul viso.

Al diavolo i capricci, allora.
Io mi aggrappo alle sue carezze e guardo curiosa le stelle come solo il mio bimbo sa fare.






sabato 30 novembre 2013

Concorsi di bellezza per bambini..."Voglio fare la superstar!" (avete visto il video delle Iene???)

In tanti, come me, avrete visto il video della trasmissione "Le iene" del 20 novembre sulle baby-miss americane, pilotate in ogni modo dalle loro mamme per agguantarsi coppa e, soprattutto, premio in denaro.

Premetto che non ho nulla contro i concorsi, anzi fino a qualche tempo fa ero una di quelle che sognava di andare a "Sanremo" (e forse lo sogna ancora) e anche una di quelle che seguiva "Miss Italia" dall'inizio alla fine: le trasmissioni nazional-popolari non mi dispiacciono affatto, anzi, a mio parere danno uno spaccato della società, per quanto discutibile.

Non mi oppongo a priori nemmeno ai concorsi per bambini ma...intendo solo un certo tipo di concorsi. Mi spiego meglio: probabilmente non mi dispiacerebbe se mio figlio partecipasse allo "Zecchino d'oro", anche se dovrei stare attenta a non instillare in lui il mio desiderio irrealizzato di "fare la cantante".
Trovo che quella dello Zecchino d'oro sia ancora una trasmissione dove i bambini fanno la parte dei bambini senza essere strumentalizzati, per quanto alcuni di loro si atteggino un po' troppo a cantanti, ultimamente.

Trovo già meno "a misura di bambino" i concorsi canori dedicati a chi è più grandicello ("Ti lascio una canzone", "Io canto"...).

Sui concorsi di bellezza che mostra il video delle "Iene", però, c'è ben altro da aggiungere.
Ci sono madri agguerrite che propongono bibite gassate, zucchero a volontà, ore e ore di attesa, alle loro bimbe pesantemente travestite da star e solo apparentemente divertite.
C'è la miseria e l'ignoranza degli adulti che ruba ai bambini l'ingenuità e il gusto sano del divertimento.

C'è una stortura che la società non può fare finta di non vedere.
Come non si può vendere alcolici a chi ha meno di 14 anni
(accadrà davvero così?)
non si dovrebbe nemmeno permettere a bimbi troppo piccoli di partecipare a concorsi di bellezza.

Che cosa viene giudicato bello, poi?
L'atteggiamento sexy di una bimba truccata da donna?

La bellezza è un concetto troppo elevato per essere ridotto a una manciata di frappe.
Diceva Platone: "Il bello è lo splendore del vero".
Sono tutti belli, allora, i bambini...Quando si permette loro di essere bambini, però.

lunedì 21 ottobre 2013

Michelle Hunziker al lavoro a 4 giorni dal parto...

Michelle Hunziker è rientrata al lavoro a soli 4 giorni dal parto:
la notizia è stata ultra-chiacchierata e anch'io mi sono decisa a dire la mia.

Sogno un mondo dove a fare notizia siano leggi che meglio tutelino
- le mamme che non se la sentono di tornare immediatamente al lavoro,
- le mamme che hanno un lavoro ben diverso da quello di Michelle (pur rispettabilissimo!),
- le mamme che non hanno né nonni né tate,
- le mamme che soffrono di depressione post-partum,
- le mamme che non hanno un lavoro o meglio fanno il lavoro delle mamme casalinghe
(lavoro che, nel mio paese dei sogni, andrebbe perfino retribuito
perché contribuisce più di ogni altro alla crescita della società!)

Ha fatto benissimo Michelle Hunziker a rientrare al lavoro,
se era questa la scelta che la faceva stare meglio
e se quell'impegno di un'ora non condizionava negativamente
il delicato avvio dell'allattamento, e se poteva lasciare la sua piccola
in buone mani vivendo già serenamente il distacco...

Io però sogno un mondo dove una mamma non debba mai dimostrare
a nessuno che "è efficiente come un uomo" perché un uomo
i figli non li partorisce ed è giusto che la mamma goda di un congedo,
se sente di averne necessità (anzi, anche il congedo paterno dovrebbe
essere maggiormente valorizzato...E non parlo dei "tre giorni"
che suonano più come una beffa che come una riforma!)

Io, prima della nascita di Giorgio, ho lavorato in azienda fino all'8° mese incluso
e, da casa, ho lavorato diverse ore al pc fino al pomeriggio del parto...
Poi però ho fatto il mio congedo obbligatorio e un po' di congedo facoltativo
e tanta era la gioia e così forte era il senso di privilegio legato alla maternità
che ho fatto di tutto per non sentirmi in colpa e per godermela, questa gioia.

Il rientro al lavoro può essere molto faticoso, dopo la maternità:
è un passaggio naturale, fisiologico, delicato.
Ogni donna ha i suoi tempi e non mi piace
quando i mass-media sottolineano gli esempi estremi.

Per farla breve...Sogno un mondo dove a far notizia
sono le mamme normali, quelle che non devono dimostrare niente a nessuno,
perché già il miracolo della creatura che hanno generato dimostra tutto a tutti.

domenica 1 settembre 2013

Giochi con i pennarelli!

Dopo un po' di latitanza estiva...
Rieccomi, con un post sulla scoperta dei colori.

Non posso fare altrimenti dato che il mio bimbo di 20 mesi ci trascorre buona parte della sua giornata! I pennarelli in particolare gli danno soddisfazione, soprattutto
per il gusto di "stappare" e "ritappare"...Sicuramente quella dei pennarelli
rappresenta una scoperta che, sebbene un po' pericolosa per divani,
muri e arredi vari, dev'essere portata avanti in modo libero e indipendente.

Libero dev'essere il bimbo di colorare con entrambe le mani
perché non c'è una mano più giusta di un'altra,
così come libero dev'essere il bimbo di scarabocchiare
perché non è giusto dare forma prima che il tempo sia maturo...

Il modo di disegnare del nostro piccolo ci dà anche un messaggio sul suo modo di essere:
c'è chi predilige piccoli tratti e su quelli lavora, c'è chi invece predilige grandi linee
che vagano da una parte all'altra del foglio. Il primo caso è sinonimo di un carattere
riflessivo e riservato, il secondo di un carattere estroso e spavaldo (interpretazioni
da prendere con le pinze perché non basta un disegno per conoscere i nostri figli!)

Al di là del libero sfogo dei nostri figli credo possano essere carini da proporre due giochi:

1) IL GIOCO DELLE PARTI DEL CORPO
Disegnate una faccia e, se siete bravi, anche il corpo di un bambino.
Chiedete al bimbo di indicarvi dove sono le varie parti del corpo:
lo farà con grande soddisfazione e, all'inizio,
indicherà quelle stesse parti anche sul proprio corpo.

2) IL GIOCO DEI TAPPI
Di solito il tappo ha lo stesso colore del colore stesso.
Beh, divertitevi a scambiare i tappi e chiedete al vostro bimbo di rimettere in ordine le cose.
Sarà per lui motivo di grande soddisfazione riportare ogni tappo al posto giusto:
questo gioco è l'equivalente (semplificato) delle più famose casette
le cui porte si aprono solo con le chiavi dello stesso colore...

Se avete altri giochi colorati da proporre o qualche commento da fare...
Non esitate a scrivere qui sotto!

Alla prossima!

venerdì 12 luglio 2013

Quando la mamma è ... Reale! Kate e il "royal baby"

Ci casco anch'io...
Parlo dell'imminente "royal baby" e di Kate Middleton che a breve partorirà.

Perché da brava italiana sono un po' esterofila e questa Kate mi fa simpatia, con i suoi abiti "low-cost", la sua faccia da brava ragazza e qualche "scheletro" adolescenziale. E mi piace che, dopo il parto, progetti di starsene un po' con la propria mamma, rompendo con gli schemi monarchici e pensando al proprio delicato periodo del "post-partum".

Maschio o femmina non si sa, o meglio sembra sia trapelato che sia maschio e il nome più probabile è George (come mio figlio, Giorgio). Di sicuro la vita di Kate verrà rivoluzionata, come quella di tutte le altre mamme.

Io le auguro di cambiare tanti pannolini e di alzarsi tante notti per allattare.
Le auguro di non farsi sostituire da nessuna balia nelle attività più faticose.
Le auguro, anche letteralmente, di "sporcarsi le mani" come tutte le mamme del mondo.

La invito a farsi aiutare, se può, perché fa bene a tutte,
anche alle mamme più orgogliose come me.

Ma spero per lei che sia mamma fino in fondo,
che non le vengano alleggeriti né il dolore del parto né la fatica della crescita.

Solo così anche il suo bimbo si sentirà bimbo come tutti gli altri.
Solo se la sua mamma si troverà a parlare con le amiche di quante volte lo ha allattato,
e di quante volte ha fatto la cacca (e di che colore e consistenza!!!), e di quanto è tenero ma birichino.

E papà William potrà anche partire in trasferta per lavoro,
di tanto in tanto, ma spero per loro che sia sempre più papà che principe.

Ogni mamma sa quello che deve fare.
L'importante è non farsi troppo condizionare, specie se la suocera è una carismatica Regina.

domenica 30 giugno 2013

FILASTROCCA MARINA...da canticchiare sotto all'ombrellone!!!


 

Quanta sabbia qui per terra tutta quanta da acciuffare,

ora riempio il mio secchiello e lo vado ad innaffiare:

voglio fare un bel castello alto quasi fino al sole

e una pappa preparare con un pizzico di sale!

Quando poi son tutto sporco e la mamma mia borbotta 
voglio correr fino al mare sulla sabbia che già scotta

tra gli spruzzi saltellare come un pesce bello grosso
e i bacini a babbo e mamma regalare a più non posso!