sabato 22 giugno 2013

E se fa i capricci...??!!

Quando il bimbo fa i capricci...Mette a dura prova la nostra pazienza.
Prima di tutto però dobbiamo davvero capire se sta facendo i capricci
o, se invece, sta cercando di comunicarci bisogni importanti.

Il beneficio del dubbio lo merita anche il bimbo più birichino del pianeta,
anche se è facile per la mamma stanca correre subito a facili conclusioni.

Non è un capriccio se il bimbo scalpita o piange per:
- fame
- sete
- sonno
- paura

Tutte le altre situazioni, invece, possono essere inquadrate come capricci.

E' una semplificazione ma se riusciamo ad escludere che ci sia in ballo
uno dei bisogni più sopra elencati, allora non ci resta che ideare
la strategia migliore per evitare che il capriccio duri più del dovuto!

A mio parere tre sono i segreti fondamentali (anche se a volte non bastano!)

1) E' importantissimo che il nostro "NO" sia chiaro:
se diciamo "NO" con il sorriso o ridendo allora per il bimbo sarà come che diciamo "SI'"

Non dimentichiamo mai che, tra comunicazione verbale e comunicazione non verbale,
ha la meglio sempre la comunicazione non verbale, quindi se a parole neghiamo una cosa
ma con i nostri gesti, la nostra mimica, la nostra voce la permettiamo, stiamo pur certi
che il nostro bimbo interpreterà il nostro input come un "fai pure, in fondo è divertente".

Questo non vuol dire che dobbiamo urlare "no" (anche se a volte non se ne può proprio fare a meno!)
Semplicemente dobbiamo dire "no" con una voce più ferma del solito,
e una faccia coerente con il nostro comando.

2) Spiegare perché non si può fare qualcosa non serve
quasi a nulla, specie se il bimbo è ancora piccolo.

Un bimbo, specie se piccolo, quando è arrabbiato non è interessato alle nostre spiegazioni.
Gli interessa soltanto potere o non poter fare una cosa.
Anzi, se ci mettiamo ad argomentare il nostro rifiuto rischiamo di fare confusione,
e rendere meno chiaro il nostro "no". Finché non è più grandicello, quindi,
limitiamoci a dare comandi semplici, coerenti, ripetitivi.

Con un bimbo piccolo, potremo eventualmente spiegare il perché e per come
quando si è calmato, magari con l'aiuto di un bel librino sulla rabbia.

3) E' importante che tutti i protagonisti del contesto diano indicazioni simili, se non uguali.

E' vero che i nonni, giustamente, concedono qualcosa in più
e che i genitori, giustamente, concedono qualcosa in meno
ma è altrettanto vero che, sulle cose fondamentali, bisogna dare gli stessi comandi.

Accordiamoci quindi con i nonni e con tutte le altre figure
che trascorrono molto tempo con il bimbo
su quelli che sono i divieti fondamentali:
la contraddizione è da evitare il più possibile, per ciò che conta. 

Per il resto, il bimbo imparerà prestissimo che cosa il nonno gli concede e la mamma no,
e questo è soltanto il "gioco delle parti", salutare ed educativo.

Per concludere non è affatto facile, il capriccio è qualcosa che infastidisce
e può far arrabbiare anche la mamma più tranquilla, ciò che conta è cercare
di accompagnare il bimbo nella sua crescita con fermezza,
e sentire che il "no" è tanto educativo quanto il "sì".

Solo così il bimbo saprà affrontare le sconfitte
e le delusioni, in futuro, con una buona corazza personale.

domenica 16 giugno 2013

Com'è possibile dimenticarsi il proprio bimbo al caldo in automobile...???

E' arrivata l'estate: tempo di mare, leggerezza, vanità.

Vorrei anch'io soltanto sorridere e parlare di tintarella
ma i giornali mi parlano di una "tragedia sotto il sole" che ha dell'incredibile.

Perché è incredibile che un buon padre di famiglia possa dimenticarsi
il proprio bimbo in automobile, senza lasciarlo all'asilo.
E ritrovarlo infuocato e senza vita.

E' incredibile ma succede...perché PUO' succedere
e non c'è nemmeno tanto da meravigliarsi.

E' il nostro cervello che può andare in tilt, dicono gli psicologi  come me.
E, aggiungo io, l'amore per i propri figli non evita il peggio.

Quell'uomo ha già la sua colpa, non serve accusarlo di omicidio colposo.

Quel padre, se riuscirà a sopravvivere a quel Dolore,
avrà per tutta la vita addosso quella immensa Colpa e un'incommensurabile Pena.
E quella madre non potrà non incolparlo, anche se si sforzerà di non farlo:
sarà quello il Tribunale più duro che esista al mondo, altro che pena di morte.

Perché? Mi chiedo.

Non vorrei banalizzare ma credo che al di là del cervello che vada in tilt
queste tragedie nascano dal fatto che viviamo troppo freneticamente.
Il cervello scoppia quando lo riempio di troppe informazioni,
troppe scadenze, troppe responsabilità, troppe amarezze,
troppe parole negative, troppi "se" e troppi "ma".

Se imparassimo a vivere più lentamente forse vivremmo ogni fase
della giornata con più consapevolezza, più sapore, più fame di ogni istante.

E poi basterebbe poco, per evitare tragedie come quella del padre di Piacenza.
Basterebbe che all'asilo si telefonasse a chi manca,
basterebbe non limitarsi ad una crocetta sui bimbi assenti,
basterebbe interessarsi agli altri non solo per il registro.

No, questa tragedia non è responsabilità della scuola
ma insegna come basterebbe solo
un po' di altruismo in più per poterla evitare.

E se da casa ci rispondessero che il bimbo ha la febbre avremmo fatto
solamente una telefonata in più, ci saremmo forse disturbati senza necessità.

Ma prima o poi capiterebbe la "telefonata che salva la vita",
e non sarebbe solo lo spot di un'antica e fortunata pubblicità.

sabato 1 giugno 2013

Perché non scrivere una lettera al proprio amore??!!

E' vero, la scrittura è per me una sorta di virus, un po' come la musica,
ma credo davvero che abbia ancora un potere ineguagliabile,
anche e soprattutto all'interno di una storia d'amore,
anche e soprattutto dopo che nasce un bambino,
quando ogni scusa deve essere buona per dedicare
attenzioni non solo al "prepotente" neonato ma anche
a chi con noi, da tanto più tempo, condivide emozioni, fatiche e gioie!

Io mio marito molto spesso lo rimprovero come "una professoressa"
(così mi chiama lui) ma provo a farmi perdonare anche così:

 http://blog.mammenellarete.it/slider/dedicato-a-te-il-mio-amore/


Provateci anche voi...Sortirà un bell'effetto,
soprattutto se di solito non siete avvezzi a questo tipo di cose!
(mio marito ormai non si stupisce più di questo mio lato sdolcinato!!!)

domenica 26 maggio 2013

Tutti i "vero e falso" sull'allattamento!

Per questo post ho scomodato una cara amica mamma, Chiara Rigoni,
che si sta specializzando come "consulente per l'allattamento"...

Ecco quindi tutti i VERO e FALSO sulle affermazioni più ricorrenti in tema di allattamento...

1) NON TUTTE LE MAMME POSSONO ALLATTARE
FALSO!
Tutte le donne producono latte per i propri figli, che sarà sempre adeguato e nutriente  dalla prima poppata fino a tutta la durata dell’allattamento! Si stima che solo il 5% delle donne non possa allattare per problemi in genere legati  a patologie ormonali di cui sono sicuramente a conoscenza già da prima della gravidanza. In questa percentuale sono compresi anche i problemi del neonato, come ad esempio gravi patologie neurologiche. La maggior parte dei problemi legati alla “presunta” o reale scarsa produzione di  latte, sono quindi dovuti ad una CATTIVA GESTIONE delle poppate fin dalla prima ora di vita! Ecco perché è fondamentale cercare un aiuto ed un sostegno competente fin da subito.

2) ALLATTARE FA INGRASSARE/ ALLATTARE FA DIMAGRIRE
 FALSO!
L’aumento del fabbisogno nutrizionale tipico della gravidanza perdura anche in allattamento ma il metabolismo basale e la spesa energetica totale non differiscono tra donne che allattano e donne che non allattano. Le mamme che non allattano solitamente restano in sovrappeso più a lungo dopo il parto. Una madre ben nutrita, durante l’allattamento, ha bisogno di circa 500 Kcal in più rispetto a prima del parto. Se si desidera perdere peso durante l’allattamento, basta togliere 500 Kcal rispetto al proprio fabbisogno e fare un po’ di attività fisica (45 min. di camminata veloce al giorno per 5 giorni a settimana, passeggiando con il bambino, sono perfetti!!). Una perdita di circa 2Kg al mese non pregiudicano la qualità e la quantità del latte prodotto.

3) ALLATTARE FA PERDERE I CAPELLI
FALSO!
Grande mito da sfatare!! Durante la gravidanza, a causa del nuovo assetto ormonale si ha una mancata caduta dei capelli che riprende più abbondante dopo il parto. Ecco perché SEMBRA che cadano più capelli... Che si allatti o no, le cose non cambiano. Cambia solo l’atteggiamento e le “risposte” degli altri che tendono a vedere l’allattamento come qualcosa che debilita il fisico materno. Niente di più sbagliato!! L’allattamento al seno porta solo benefici alla mamma in termini di salute.

4) ALLATTARE ROVINA IL SENO
FALSO!
Allattare non rovina in alcun modo il seno. Tutti i cambiamenti che eventualmente si possono notare sono da attribuire all’effetto degli ormoni della gravidanza e non all’allattamento. Per cui non c’è alcun motivo di pensare che il seno possa essere rovinato dall’allattamento. Si può poi intervenire con esercizi mirati e creme rassodanti  e nel tempo la situazione tende a normalizzarsi.

5) SE SI ALLATTA NON OCCORRE AGGIUNGERE ACQUA
VERO!
Fino a quando non si introdurranno, con lo svezzamento, i cibi solidi e quindi intorno al 6 mese compiuto, non devono essere dati altri liquidi al bambino (acqua,tisane,camomilla,succhi…) .Il latte materno soddisfa tutte le esigenze di fame e sete del bambino! Dare altri liquidi al bambino può far diradare le poppate interferendo con il normale meccanismo di domanda-offerta che sta alla base di ogni buon allattamento. Questo può portare a scarsa produzione di latte e scarso aumento ponderale del neonato.

6) TIRARSI IL LATTE NE FA DIMINUIRE LA PRODUZIONE
FALSO!
Più le mammelle sono stimolate, ben svuotate e più latte viene prodotto. Che sia un buon tiralatte o un bambino che succhia … aumentando la richiesta, aumenta l’offerta! Attenzione però perché il nostro corpo non è una macchina. Per aumentare la produzione di latte, è giusto aumentare la frequenza delle poppate o tirate con il tiralatte ma i risultati li vedrete dopo 3-4 giorni e non subito. Ecco perché è importante non cedere ma proseguire con costanza.

7) PER AVERE PIU' LATTE BISOGNA PRENDERE LE TISANE AL FINOCCHIO



PER CURARE LE RAGADI BISOGNA SOSPENDERE PER UN PO' L'ALLATTAMENTO
FALSO!
Le ragadi sono SEMPRE causate da un ATTACCO ERRATO del bambino al seno. Occorre dunque risolvere subito questo problema. Correggendo l’attacco si ha già un notevole sollievo. Si possono usare poi la lanolina purificata da applicare sui capezzoli dopo ogni poppata e lo stesso latte materno che aiuta la guarigione. Tenere il seno scoperto,all’aria il più possibile. Usare paracapezzoli non è consigliato perché aggiungerebbe altri problemi e confonderebbe un bimbo già in difficoltà! Se il dolore è insopportabile bisogna aiutarsi con antidolorifici ed eventualmente mettendo in pausa il seno per qualche ora o giorno ma a patto che si continui a mantenere il seno svuotato e morbido con un buon tiralatte. Niente di più tremendo che passare dalle ragadi ad una bella mastite!! E poi se il seno è troppo pieno e duro,il bimbo faticherà ancor di più ad attaccarsi correttamente.

9) MEGLIO ALLATTARE POCO MA A LUNGO CHE MOLTO MA BREVEMENTE
 FALSO!
Non ci sono regole!! Ogni coppia mamma bambino trova il suo equilibrio. Ricordare sempre che ogni donna è diversa anche nella capacità di “immagazzinare” latte. Ci sarà quella che deve allattare molto spesso e quella che può far pause più lunghe! E’ la quantità di latte prodotta nelle 24 ore che conta e che deve essere adeguata alle esigenze del proprio cucciolo. Ci sono bambini che preferiscono un solo seno a poppata, altri che in una stessa poppata hanno bisogno di passare dal seno destro a quello sinistro più volte. L’importante è che il bambino cresca bene e sia soddisfatto! Se così non fosse, allora si può intervenire sulla gestione della poppata assicurandosi, ad esempio, che il bambino assuma abbastanza “secondo latte”, quello ricco di grassi che fa “metter su ciccia”. In genere se l’allattamento è VERAMENTE a richiesta e si lascia che sia il bambino a staccarsi da solo quando è sazio, non ci sono problemi!

10) ALLATTARE PROTEGGE DALLE MALATTIE
VERO!
Per il bambino minor rischio di :  asma, allergie, problemi cognitivi, malattie respiratorie acute, tumori infantili, malattie croniche, diabete, malattie cardiovascolari, obesità, infezioni  gastrointestinali, otiti, effetti collaterali da contaminanti ambientali, etc., etc…  
Per la madre minor rischio di : tumore al seno, all’ovaio e all’endometrio, sovrappeso, osteoporosi, artrite reumatoide, stress e ansietà, diabete materno, etc., etc.                         

GRAZIE, Chiara, per il tuo prezioso contributo...
Sarà utilissimo a tante mamme o future mamme!!!

venerdì 17 maggio 2013

L'avventura del parto

Per tutte le donne il parto è, vicino o lontano che sia, un traguardo che pare irraggiungibile.

Perché si pensa di "non essere capaci", "non essere all'altezza", non saper sopportare il dolore, uscirne lacerate in corpo e mente...Insomma se ne ha paura.

Il mio primo parto ha rappresentato un'esperienza dura sì ma eccezionale, un'esperienza che mi ha fatta maturare tanto, più di ogni altra.

Io la mia esperienza l'ho raccontata qui:
http://blog.mammenellarete.it/parto/parto-naturale-la-mia-storia/

E la vostra esperienza come si è rivelata?

domenica 12 maggio 2013

Cara mamma...


Cara mamma,

questa lettera è per te, perché ora che sono mamma non ho paura di dire che ti voglio bene e che non solo oggi ma tutti i giorni della mia vita dovrei festeggiarti.

Festeggiarti perché con papà mi hai messa al mondo: è naturale generare figli ma ci vuole pur sempre una buona dose di coraggio, e occorre non pensare troppo al male che si nasconde dappertutto e che spesso sembra più ingombrante del bene.

Festeggiarti perché anche se tante volte, soprattutto in passato, alle tue parole mi sono ribellata, oggi capisco che è proprio nell’imperfezione di una madre che si cela il suo affetto inesauribile. Io stessa, ogni giorno, con mio figlio commetto tanti errori.

Festeggiarti perché le mie passioni hanno sempre avuto la precedenza sulle tue, e sono quella che sono, così complessa ma densa, anche grazie a te e papà.

Festeggiarti perché capisco quanto è dura pensare all’idea di perdere te, o papà: soprattutto adesso che è arrivato il piccolo Giorgio a colorare le nostre giornate così ingiusto mi parrebbe, un giorno, non poter condividere queste sfumature di gioia con le persone che più amo.

Festeggiarti perché mi dimostri ogni giorno, con papà, come può essere prezioso unirsi in matrimonio, pur nelle diversità, pur nei dolori, pur negli affanni.

Festeggiarti perché, con papà, mi hai dato un fratello, che è stato un fidato compagno di giochi e sarà sempre per me un punto di riferimento lungo le strade della vita.

Festeggiarti perché mi ascolti dando peso alle mie parole e assimilando le mie emozioni come nessun altro, e nei tuoi consigli, che pur non sempre condivido, c’è il sapore della vita vissuta e della cura sincera.

Festeggiarti perché…
L’ho già detto ma lo ripeto: ti voglio bene e, ora che sono mamma, non ho più paura di dirtelo.   

domenica 5 maggio 2013

L'allattamento...che passione!

Ho scelto il termine "passione" non a caso: l'etimologia del termine
ci riporta al greco "pathos": sofferenza, pena, travaglio,
commozione anche non dolorosa...Perché allattare può essere
un'esperienza enormemente gratificante (per molte)
ma anche estremamente faticosa (per alcune).

Penso che non esistano mamme di serie A e mamme di serie B,
tutte le mamme fanno il possibile per i propri cuccioli, in natura.

L'allattamento al seno è meravigliosamente benefico
per il bimbo e per la mamma ma, se non riesce
(per tanti motivi), non deve creare tensione o pregiudizio,
bensì adattamento ad altre possibili strategie o,
magari, a buoni compromessi (un po' di latte artificiale e un po' di latte naturale).

Detto questo, il mio bimbo ha 16 mesi e io ancora lo allatto.
Ho iniziato pensando di non arrivare tanto lontano
ma dopo i primi mesi è diventato tutto così naturale che ancora siamo qua!

Penso che tra poco smetterò ma lo pensavo anche qualche tempo fa
e ancora siamo qua...Quando si allatta al seno non è facile
capire quando smettere, a volte più per la mamma che per il bimbo.

Quando le pappe vengono mangiate con ingordigia
si inizia a pensare che il seno non è più strettamente necessario,
se non forse per qualche anticorpo in più (beh, non è roba da poco!).

Il seno diventa una coccola, un momento di tenerezza,
un'espressione di amore, un nutrimento amoroso...

Nella relazione mamma-figlio serve anche questo ma è importante
non andare oltre il limite, capire quando bisogna "staccarsi" e "staccare",
dare autonomia e fiducia alla propria creatura, creando nuovi momenti
di unione, di feeling, di scambio, anche e soprattutto insieme al babbo.

E' importante anche dare fiducia all'intuito di mamma e figlio,
rispetto a questa scelta: non aiuta il contesto di familiari e amici che,
se nei primi mesi ribadiva con orgoglio l'importanza dell'allattare,
ora dopo l'anno di vita chiede perché si allatti ancora un bimbo così grande!!!

Non sono gli altri a dover decidere quando smettere.

L'allattamento è così naturale fin dall'inizio
da dover rimanere naturale anche nella sua fine.

Che sia allora uno scioglimento lento, graduale,
un po' come il finale sfumato di una canzone, 
che mantiene in sé tutta l'emozione delle note che l'hanno preceduto.